• fenomeni sociali

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(dalla voce: "Sociologia applicata"; Gallino L., Dizionario di Sociologia, P.625)

L’uso di concetti, teorie, modelli, schemi di spiegazione tratti dalla sociologia generale o da una sociologia speciale, quando sia rivolto – di norma su richiesta d’un centro di potere capace sia di applicare effettivamente i risultati dello studio, sia di bloccarne l’uso o la diffusione ove essi paiono contrastare con i suoi interessi – alla soluzione di problemi pratici quali:

  • La progettazione e la gestione di nuove strutture organizzative nell’industria, nell’amministrazione pubblica e privata, nella scuola, negli enti di pubblico servizio, allo scopo di accrescerne l’efficacia e l’efficienza o di migliorare la qualità del lavoro per coloro che vi sono occupati;
  • La diagnosi di un problema sociale in una comunità locale e la formulazione di una linea di intervento non meramente repressiva;
  • La formazione e la conduzione di gruppi di lavoro nella scuola, negli uffici, in officina, nelle forze armate, in un ospedale, nei sindacati… tali a accrescere la probabilità di successo dell’attività intrapresa, il grado di motivazione e di soddisfazione dei membri, e minimizzare al tempo stesso l’intensità dei conflitti interni ed esterni;
  • La riduzione degli attriti e della tensione tra differenti gruppi etnici, e della probabilità che essi esplodano in forme violente di comportamento collettivo;
  • La prevenzione della criminalità, per esempio tramite interventi pianificati sulla vita di quartieri urbani, come la promozione di attività produttive, sportive, culturali, ricreative capaci di dare un contenuto ed un senso al tempo dei giovani e incentivare la loro partecipazione;
  • La ricostruzione della dinamica d’un fatto criminoso e delle sue componenti sociali a fini di amministrazione della giustizia;
  • La formulazioni di leggi più giuste ed efficaci in diversi campi, dalla famiglia al lavoro al sistema scolastico pubblico;
  • La diffusione di innovazioni socialmente utili in campo educativo, amministrativo, alimentare, sanitario, ecc.;
  • Il miglioramento delle condizioni di vita e d’assistenza di minoranze economicamente o politicamente marginali, come gli anziani, gli handicappati, i malati di mente;
  • La progettazione urbanistica integrata di comunità locali – nuove cittadine o quartieri metropolitani – tali da presentare un più elevato grado di integrazione tra attività produttive, residenze e servizi sociali, tra strati e classi sociali differenti, tra le esigenze pur conflittuali di differenti segmenti della popolazione, e un adeguato punto di equilibrio tra autosufficienza economica e socio-culturale e interdipendenza con l’esterno;
  • La rimozione dei fattori psico-sociologici della povertà;
  • L’orientamento e il controllo del mutamento sociale in aree che sperimentano trasformazioni traumatiche a causa di massicci flussi migratori o emigratori;
  • La redazione di piani comprensoriali di sviluppo socioeconomico, a scala regionale sub-regionale, ovvero la programmazione d’un determinato tipo di attività – per esempio, la formazione professionale, il risanamento di un comparto industriale, il recupero dei beni culturali, il rilancio dell’agricoltura, l’assistenza sanitaria, ecc. – fondata su interventi a vari livelli integrati fra loro.

Ogni studio di sociologia applicata, in uno qualsiasi dei settori sopra indicati, solleva complessi problemi di rapporto tra il committente ed il ricercatore, di definizione univoca del problema oggetto di studio e di intervento, di deontologia professionale del sociologo, di valutazione delle più probabili conseguenze economiche e politiche d’un eventuale intervento che seguisse la traccia da lui proposta – fermo restando che le dichiarazioni d’intenzione o le prese di parte generiche, in questo campo, sono solitamente prove di effetti sul reale, quando non producono effetti contrari alle intenzioni. Si noti che sociologia applicata non è sinonimo di ingegneria sociale, poiché in questa intervengono di solito, oltre alla sociologia, varie altre discipline.

Accogliendo un’accezione che risale alla sociologia di lingua tedesca di fine Ottocento, con la sua distinzione tra sociologia pura, sociologia applicata e sociografia, l’espressione sociologia applicata viene impiegata ancor oggi da alcuni, in luogo del significato sopra reso, per designare l’insieme delle sociologie speciali, ovvero l’una o l’altra di esse, come la sociologia dell’arte, dell’educazione, della politica, ecc. In tale accezione l’espressione viene a perdere presentemente ogni capacità denotativa specifica, oltre a rendere necessaria l’invenzione di un’altra espressione per designare la tematica riassunta nel corpo della voce.